mercoledì 27 marzo 2013

Mangiarini




anche se non sembra sarebbe primavera ed ecco che si riparte con le bontà offerte gentilmente dal nostro sponsor Erbe dei Campi® Spa. 

Al primo posto regnano indiscussi i radicchi rossi e verdi che adesso che son così piccini non son neanche troppo amari e son buoni in tutti i modi, in insalata con uvette e mandorle o saltati in padella e conditi con un filo d'aceto balsamico oppure d'accompagnamento con le uova strapazzate di Sati che nonostante il freddo è già tornata a pieno regime.

Brassica arvensis

Al secondo posto la Senape bianca o broccoli dei poveri o come vi pare che raccolta ancora giovane è buonissima in insalata. volendo anche cotta tipo nel risotto o in una pasta con le acciughe. Raccolta invece un po' più grande (mica tanto) è appena più dura ma anche deliziosamente pizzichina.

Ciocabecchi ancora non ne ho visti ma il tempo è così malevolo che neanche mi son messa d'impegno devo ammettere.


Parlando del tempo che invece non migliora si godono ancora cibi prettamente invernali e quindi adelante con una paella di verdure con l'ultima zucca rimasta, carote, cavolo e porri.

buonissima e salvaserata se non c'è voglia di cucinare la fonduta alla mongola che consiste nel cuocere la carne (meglio di pollo) anziché nell'olio nell'acqua. 


prima di iniziare...
Praticamente si scalda l'acqua con un pizzichino di sale, una mezza carota e sedano come x fare un brodino vegetale.

direttamente in tavola con gli spiedi da fondue ci si cuoce il pollo a pezzettini o la crosta di formaggio con lo stesso principio ma la cosa bella è che alla fine anziché la panza piena d'olio e una pentola di olio frusto da smaltire ti ritrovi con un bel brodino dove puoi cuocere due tagliatelline o un po' di riso e ti pappi tutto. 

 non avanza nulla ed è una bontà! 

Ovviamente la carne risulta meno saporosa essendo lessata e non fritta ma con le giuste salsine è buona buona e non si perde nulla della ludicità della cosa.  

martedì 5 marzo 2013

come lo faccio io (in divenire, seguito)


tisane raccolte in stagione durante l’estate x l’inverno (menta, melissa, erba luigia ecc...) e in
autunno inoltrato rosa canina. a fine estate portare in casa rosmarino, alloro, timo, origano ecc
per averli d’inverno a portata di mano.
raccogliere la lavanda.
tenere i vasetti per stoccare la roba e per succhi e conserve.

l’olio d’oliva è un toccasana per la pelle tranne quando è bruciata, con le scottature  sulle dita e mani  sfregare sui capelli per prevenire la vescica, poi arnica. per le botte, ghiaccio, e ancora arnica, se ti graffi acqua ossigenata subito e poi basta che pulisce ma non facilita la cicatrizzazione. per le punture ammoniaca o amuchina però subito, poi la fissan ti toglie la spiura.
il sole facilita la cicatrizzazione, sciolgie i dolori muscolari ma invecchia la pelle.

le piante amano luce, terra e acqua in adeguate quantità.
si pianta e trapianta con le lune, si trapianta col brutto o la sera e si innaffia bene. si controlla
spesso anche tutti i giorni x malanni e bisogni delle piante.

anche le bestie, noi compresi, vanno monitorati ogni giorno, ci vuole cibo ma ancora più importante è l'acqua, tutti i giorni taaanta acqua. ed esercizio e compagnia.

ogni oggetto può avere un altro scopo ed utilizzo oltre quello per il quale è stato creato, anche infinite vite ma bisogna anche accettare che quando una cosa è andata è andata.

quando qualcosa viene aggiunto nell'armadio o nella scarpiera qualcos'altro se ne deve andare.

bisogna leggere spesso, magari potendo anche tanto ma è importante leggere. ad essere proprio bravi bisognerebbe leggere ad alta voce che fa benissimo al cervello e ricarica (secondo Tomatis e anche secondo me) ma visto che anche io lo faccio poco mi sento in prestito a proporlo...
e ascoltare la musica o meglio ancora cantare. cantare è bellissimo, se poi sei un campanaccio come me ancora meglio che finisci per ridere che è un'altra cosa da fare tanto. quindi vedi bene il vantaggio.

ottimizzare al meglio gli spostamenti. credo certi giorni di fare almeno 10 chilometri senza uscire dal giardino solo vagando come una babba qui e là per andare a prendere un utensile, un altro, tornare in garage e accorgermi che adesso mi serve quell'utensile che ho portato nell'orto eccetera...

 e anche nelle cose di tutti i giorni, col tempo sto imparando ad ottimizzare i viaggi, andare in garage per la pappa di Kal-el si somma al prendere la legna per la stufa e magari già due o tre cose della dispensa se ho già in mente il pranzo o la cena. andare a dare da mangiare a Sati o a prendere l'uovo (se aspetti fino alle 11 di solito le 2 cose possono essere contemporanee) è di strada per la compostiera e quindi prenditi dietro l'umido da svotare. nota sull'umido: nella compostiera non ci va nulla di animale nè pane che possa attirare topi, in più il pane secco si grattugia per usi alimentari o si dà al cane, tutto ciò che è animale tranne le ossa possono ugualmente essere dati a Kal-el (a parte roba di cioccolata o troppo doci/salati) e anche la frutta che gli piace. le robe di verdura le mangia Sati, tranne gli agrumi e ananas o robe isomma troppo dure per lei.
...

come faccio io (in divenire, prima parte)


in effetti non è mai carino dare le cose per scontato, quindi non vedo perchè dovrei aspettarmi
che tu faccia le cose come le faccio io. però sarebbe altrettanto inutile ripetere gli stessi errori o
rifutarsi di far tesoro dell’esperienza di un altro. ecco quindi l’elenco delle cose, come le faccio
io. poi vedrai tu se ti possano servire, o prendere spunto... magari migliorarle.

● considera sempre il materiale con cui hai a che fare e le sue caratteristiche.

tutte le sue caratteristiche. sia quelle che si vedono che quelle che no.

● considera le leggi della fisica e tutte quelle che regolano il pianeta. dalla
gravitazione universale alla legge di Murphy.

● considera che se non lo fai tu, o non lo hai fatto bene tu, nessun altro lo farà

● molto spesso ci si sbaglia. non fa niente.

per il pane con lievito madre bisogna dare alla madre almeno 8 ore (col caldo meno) per
riprendersi e raddoppiare.
per l’impasto 2 ore di riposo, altro impasto, altre 2 ore sempre a lievitare in un posto con
temperature il più possibile uniformi e superiori ai 20° senza scosse o troppi movimenti.
forno bello caldo. e tenere d’occhio la cottura.

per lo yogurth: in inverno 6 ore di termo. mezze stagioni con il pentolino si scalda il latte e si
lascia 6 ore nel piumino. in estate al sole o al caldo qb a seconda della caldazza.

per i pranzi-cene vanno tenuti in mente almeno i 2 giorni prima, i surgelati si scongelano con
il loro tempo e i legumi hanno bisogno di una notte di ammollo. ama la pentola a pressione.
in casa sempre almeno 2 cibi pronti o semi-pronti in freezer, pane e formaggio e miele. frutta e verdura.


puoi cucinare quasi tutto senza olio aiutandoti tenendo d’occhio la fiamma (che va sempre più
piccola del fondo della padella/pentola) e usando l’acqua se si attacca. se te la sei scordata e si è attaccata rimuovi quello che pui senza grattare, copri d'acqua e fai andare con aceto bianco. la puzza sarà terrificante ma vedrai che si stacca da se.

in cucina, come sempre vale tantissimo la prima regola d’oro, se sei di che materiale ti stai
occupando saprai anche come si comporta in cottura. vari cibi che mangiamo spesso possono
essere cucinati “in cascata” usando meno pentole e meno energia, alcuni addirittura insieme!
considera sempre che mentre cucini a vapore stai in effetti scaldando dell’acqua e mentre cuoci riso o pasta stai producendo vapore...

se prepari il condimento in una padella diversa puoi finirci la cottura della pasta.
in generale tutti i cibi continuano a cuocere per un pò anche dopo aver spento il gas.
quello che accade sopra la tavola si ripresenta in forme più piccole sotto.
in case al primo piano sarà molto importante combattere le briciole.

meglio pensare a quello di cui hai voglia prima di aprire il frigo.

tazze usate da poco si possono sciaquare e rimettere via, un lavandino pieno di tazze è in
realtà vuoto ma ingobro.
si sta attenti a far andare il meno possibile di roba nello scarico del lavandino, si raccoglie
sempre la retina e la si pulisce bene. si lascia respirare il tubo.
in caso di ingorghi aceto bianco e bicarbonato fanno il loro ma meglio ancora tanta acqua calda.

se dove si schizza si asciuga sembra di non dover quasi mai pulire!


i piatti possono aspettare di essere lavati al massimo 24 ore dopo l’uso, e già siamo un pò allo
schifo e sempre e comunque messi in ammollo. questo non vale per il pesce che si lava subito,
con acqua calda e bene bene che non rimanga la puzza. per lavare si può usare l’acqua della
pasta che è calda e ricca di amido che sgrassa, anche l’acqua della cottura al vapore si può usare.

quando si usa il bollitore elettrico meglio rimettere un pò di acqua sul fondo per rallentare il
calcare. per lavare il calcare dal bollitore deve stare una notte con l’aceto bianco. se il bollitore non è nel suo posto ma vicino al lavandino controllalo prima di farti la tisana che facilmente è con l’aceto per lavarsi.

se alcune cose sono solo da sciaquare e non sono grasse o zuccherose le puoi sempre mettere
sotto i piatti da lavare mentre fai scorrere l’acqua, uguale se lavi le verdure, o raccogli l’acqua in
una bacinella oppure la fai finire sui piatti e le pentole da ammollare prima del lavaggio.
in attesa che venga calda l’acqua della doccia la raccogli in una bacinella e la puoi usare per il
mocio dei pavimenti e quando è sporca viene ancora buona x uno sciacquone di cesso.

per lavare il bagno e la cucina sono ottimi aceto bianco e bicarbonato, nel bagno x disinfettare
ancora di più va bene acqua calda o poco lisoformio.


in lavartice si lava tutto a freddo con sapone di marsiglia, nel caso di macchiazze orende si
sfrega con il sapone sulla macchia e si lava o a mano o si prelava a mano e finisce in lavatrice.
per le cose lercie o sudate si alza un pò la temperatura e si aggiunge l’amuchina per disinfettare


prima di tirare l’aspirapolvere prepara bene il percorso togliendo tutte le cose in giro, passala
lentamente e non necessariamente al massimo della potenza, sui pavimenti lisci non ce n’è
bisogno, semmai puoi aumentare sui tappeti. che comunque se li tiri su e li sbatti  (fuori) è ancora
meglio e poi d’inverno col sole a passarli sulla neve vengono belli puliti e brillanti.

per il lavabo sempre aceto bianco a lavorare una notte ti toglie tuttto il calcare senza strofinare.

dividere i rifiuti subito evita di farlo dopo e aiuta a tenere monitarate le puzze e le quantità.

i piatti lavati e messi a scolare devono, una volta asciutti tornare nel loro posto nello stipone.
se una volta messi a posto si asciuga il ripiano dello scolapiatti si evita il calcare.
tutto quello che è bagnato va asciugato a meno che non sia la sua natura.

pieghe, appallottolamenti, stratificazioni, sacchetti di plastica non favoriscono l’asciugatura.

si lava di notte e si stende di giorno, d’estate non troppo al sole che scolorisce.
se si può si cerca di fare scuro con scuro e chiaro con chiaro nonchè materiali simili tra loro
(sempre la prima regola!!)
si stende ben aperto meglio ancora nella forma che avrà quando sarà indossato.



...

la memoria


è una bellissima cosa. misteriosa per me. la mia memoria procede prevalentemente per immagini. od odori. e da soli. cioè non c'è nessuna garanzia che quest'immagine, questa cartolina così dettagliata che mi si proietta dietro gli occhi sia collegabile ad altri dettagli sul come, dove e quando il mio cervello l'abbia scattata. è lì. son sicura di averla vissuta, è piena di luci, ombre, rumori, odori e sapori ma è sospesa immobile in quel momento. come una foto appunto, come una foto di te che trovi nel cassetto e dici caspita e qui dov'ero? e può essere un luogo lontano nello spazio e nel tempo o appena successo, tipo nella settimana ed è esattamente uguale. questa memoria mi permette di trovare quasi tutto in casa. pensando all'oggetto è come se lo vedessi chiaramente nel posto dove si trova, dove cioè l'ho lasciato o l'ho visto l'ultima volta. purtroppamente allo stesso modo è per me praticamente impossibile ricordare un nome, una data, un luogo geografico. adesso che sono grande posso sentirmi serenamente particolare, a scuola è stato un bel casino.
ma non farei cambio. non vorrei mai ricordarmi tutto ben in ordine, vorrebbe dire perdermi queste sorprese che mi colgono all'improvviso e mi trasportano in quel ricordo, in quel momento fermo immobile nel tempo, come un piccolo viaggio velocissimo in quest'enorme isola piena di spiagge, piazze, edifici illuminati, vicoletti allagati, volti, frasi, odori e puzze strane, chilometri e chilometri di finestrini, alberi veloci e montagnerusse di fili della luce. un enorme unico paese che li contiene tutti i posti dove sono stata, le case e i tramonti le infinite lucette sullo specchio del mare. e anche tutti quelli che non mi ricordo più ma che sono solo al buio in attesa che qualcosa accenda la luce e il ricordo appaia come una finestra richiamata sul desktop con quel bell'effetto di compiz che sembra il genio che esce dalla lampada. tutto questo visto che oggi mentre stendevo non ero a casa ma in un nanosecondo mi son ritrovata altrove, stendendo gli stessi calzini e mutande nella ressa di antenne della tele  sul cielo la sera. emenomale che fotografo tutto così questo ricordo qui lo posso pure condividere. ah che bella cosa.


giovedì 21 febbraio 2013

la gallina mecclaud

e siamo con oggi alla milesima nevicata di quast'inverno che davero non se (io) ne può più. quindi dopo aver fatto ben 2 torte che ci volevano ho finalmente raggranellato l'entusiasmo necessario ed ecco il post sull'eroica gallina Sati. ormai ribattezzata mecclaud dal noto personaggio di higlander l'ultimo immortale.

riassunto  dei poteri di Sati: arrivata a luglio con Indi mentre la seconda inizia subito a fare uova ed è bella arzilla Sativa si mostra timida, col cagone e (non che mi aspettassi chissà che cima) decisamente cretina.
dopo quasi un mese una mattina ci svegliamo per trovare la povera Sati col sedere tutto rosso e con qualche gocciolina di sangue e Indi che malvagiamente la becca proprio Lì! telefono al venditore di galline per un consulto e mi dice che a volte le galline si cannibalizzano tra loro e cito:" alla lunga le tira fuori tutte le budella!" eew... a parte lo sgomento per questo lato feroce che ignoravo seguendo il consiglio dell'allevatore con un tagliaunghie spuntiamo il becco di Indi e la sgridiamo facendoci giurare che non beccherà più il culo alla sua compagna di avventure. Alla fine non sappiamo se fosse stata Indi o lo sforzo per il primo uovo fatto sta che dal giorno dopo cominciamo a raccogliere 2 uova giornaliere.

ovviamente per le galline avevamo predisposto due bei nidi con paglia e tutto in un  angolino buio e riparato vicino alla casetta dove dormono e Indi ha da subito iniziato a deporre lì, Sati che come dicevamo ha i suoi tempi invece no. prima ha iniziato a deporre in un cespuglio di malvone nell'angolo dell'orto. ho messo la cassetta nel malvone e l'ha rovasciata e ha deposto per terra accanto, ho estirpato la maggior arte del malvone ed ha iniziato a deporre in mezzo ai pomodori... mi sono scassata e le ho fatto la punta per tutta la mattina finchè non si è diretta ai pomodori e messa in posa deposizione, l'ho rapita e portata nel nido. è tornata ai pomodori. l'ho rapita di nuovo e con delle assi ho creato un recinto temporaneo le l'ho lasciata lì un'ora. al mio ritorno aveva deposto in terra accanto alla cassetta nido... ho messo della paglia in terra dove aveva deposto e il giorno dopo ha deposto sulla paglia. dopo alcuni giorni ho rimesso la cassettina e finalmente ha deposto lì. come dicevamo ha bisogno dei suoi tempi.

in quest'andare è trascorsa l'estate, cane e galline liberi e lieti con scagazze dappertutto e devastazione delle prese dell'orto che per fotuna le piante erano già alte perchè sono peggio delle ruspe ste galline. a settembre parto per andare al matrimonio megagalattico di Alle ed ecco che il cane ammazza Indi. Sati rimane esterefatta a vedere il demone nero che fa gnam gnam con la sua amica e apparentemente non coglie il punto perchè non si allontana, però il giorno dopo l'ovo che depone ha con un segno di pizzicottata sul guscio, direi di strizza. povera. decidiamo quindi per l'isolamento protettivo e costruiamo un bel recinto per Sati che però abituata al sapore della libertà continua ad evadere ad tutte le parti puntando decisa verso il cane, non si sa se con spirito battagliero o suicida o entrambi. dopo alcuni giorni in cui ogni mattina mi sveglio e trovo la gallin evasa (in cui comincio ad interrogarmi su chi sia più cretina tra me e lei) decidiamo di tagliare le penne in un ala come spiegato nel libro per sbilanciare il volo e finalmente la cocca è in salvo. fino al giorno in cui il cane non entra nel recinto.

inspiegabilmente quando li troviamo la gallina è a passeggio (un pò nervosamente devo ammettere) in fondo al recinto mentre Kal-el si sta mangiando il suo pappone. mah.

cane cacciato dal recinto e sgridato fortissimo sul fatto di non avvicinarsi maimaimai alla gallina, costruzione di nuovo recinto più grande e si spera resistente e di una nuova casetta sopraelevata per affrontare l'inverno. si infatti per la quarta volta Sati sfugge alla morte (volevo mangiarla io) perchè Massi ancora scosso dalla morte di Indi cui ha dovuto officiare gli onori funebri da solo visto che io non c'ero decide di salvarla e vedere come passa l'inverno. io ho grandi dubbi mentre invece siamo già alla quarta nevicata grossa, ha fatto anche un bel freddo eppure Sati è laggiù in fondo al cortile che ci aspetta ogni mattina raspando e zappettando. in questi mesi vedendo che se la cavava abbiamo cercato di comprarle delle nuove compagne ma prima per l'aviaria ed ora non so come mai ma al mercato ancora non ne abbiam tovate, speriamo la primavera porti nuove galline perchè davvero non credevo ma Sati è mooolto sociale. in questi primi giorni di sole ho portato il cane di là e l'ho fatta uscire dal recinto per fare qualche giretto ebbene, se io sono fuori lei viene a gironzolare nei pressi, se vado in casa o semplicemente non mi vede ecco che torna nel recinto.




 la produzione di uova è stata regolare fino a novembre inoltrato, ha cominciato a calare in dicembre e gennaio praticamente non ne ha fatte. adesso dopo una settimana di sole ha ripreso e in una settimana ha fatto 4 uova. sono un pò stupita perchè apparentemente ha iniziato la prima muta (normalmente è a fine estate ma la prima è ad un anno dalla nascita) e sta perdendo qualche penna partendo dal collo e di solito in muta non depongono ma ormai è palese che questa gallina sia alternativa e a noi ci piace così.

lunedì 11 febbraio 2013

un anno dopo


Dopo un inverno abbastanza terribile ed un'illusoria settimana di sole che mi ha salvato la vita ecco che oggi nevica. Tanto.
E realizzo che anche l'anno scorso a febbraio nevicava e realizzo che a gennaio abbiamo festeggiato un anno nella casa nuova. Ed ecco un buon giorno per tirare un po' di somme su quanto raggiunto e quanto no.

Per quel che riguarda la casa sono contentissima. Si sta bene d'estate e si sta bene d'inverno, con sole e 40° fuori, neve, freddo, pioggia e vento in casa si sta sempre bene. Quest'anno abbiamo fatto da novembre fino ad oggi con una carica sola al giorno e siamo stati sempre bene. Per capirci una carica vuol dire 9-10 pezzi di legno grandi come l'avambraccio di un uomo messi dentro la stufa, bruciati x un'ora e caldi le altre 24. per maggiori dettagli sulla stufa c'è il post appost.

Un'altra cosa molto importante da dire sono in realtà due: una è che la nostra stufa è stata fatta considerando la dimensione e l'isolamento della casa (100mt di casa su un piano unico e classificata come classe A+). l'altra è che la casa possiede un impianto di ricircolo forzato dell'aria e quindi oltre a non avere necessità di aprire le finestre per cambiare aria (io a volte un po' le apro ma più per far entrare ancora più sole che per reale necessità) il calore prodotto dalla stufa non si muove solo per moti convettivi ma anche se non è percepibile l'aria si muove anche per via delle bocchette che aspirano e soffiano l'aria nei vari ambienti. Non si percepisce né il suono né il movimento dell'aria ma si nota il risultato.


Le dimensioni della casa sono perfette. L'ambiente di servizio del garage essenziale anche se ne sono un po' stata sfrattata dalle api prima e dalla macchina ora è comunque un ambiente utilissimo x quel che riguarda legna, cane, esperimenti, ricovero cose dell'orto e utensili miei da bricolage.
Quest'inverno abbiamo anche cambiato un po' la sistemazione della sala ed è venuto il posto per il mio tavolo del fare così non devo prendere spazio al tavolo di mangiare-cucinare e posso avere progetti avviati in giro.

Il cesso con bidet integrato è una genialata e ora tutte le volte che mi trovo ospite da qualcuno o in vacanza e trovo il bidet tradizionale non mi capacito!

In gennaio abbiamo anche avuto l'esperienza di un'amica che ha vissuto la casa mentre noi non c'eravamo ed è stato molto bello pensare che oltre che per noi sia comoda e pratica anche per altri. Sempre in gennaio un'altra settimana è venuto un amico ospite e anche costretti in casa dal tempo inclemente ci siamo trovati bene ritagliando uno spazio privato per tutti anche in così pochi metri quadri.

Dal punto di vista sociale le stagioni la fanno da padrone scandendo molto nettamente i tempi di feste e eventi di gruppo nei mesi più caldi che si contrappongono a serate da pochi amici e chiacchiere e tè con l'arrivo del freddo. Tutto si rarefà d'inverno, io sopratutto m'ingrotto parecchio e se non fosse per le serate di lavoro al cinema non uscirei di casa mai.

Per quel che riguarda la gestione economica della casa e della famiglia siamo andati molto bene per quel che riguarda l'orto, ho ancora qualche scortina di verdura in freezer e non ho comprato minestrone per tutto l'anno. Volendo se avessi messo via ancora più cose le avremmo mangiate credo ma qualche verdura fresca di stagione l'ho voluta comprare ugualmente. Ottima e abbondante la produzione di marmellate anche se il piano di congelare la frutta per poi fare conserve in inverno x ora non l'abbiamo attuato. Vedremo. Scarsa la pummarola abbondanti invece i datterini congelati e ne ho ancora un pochino. Buone le patate ma ne dovevo fare di più e magari in 2 sessioni in modo da portarle più avanti che quelle raccolte a giugno le abbiamo mangiate tutte entro novembre che stavano già ricacciando. Ottima la produzione di aglio, ne ho ancora tanto ed è ormai quasi ora di metterlo giù. Buona la produzione di zucche ma non sono mai troppe, ne ho ancora ma ne avremmo mangiate anche più spesso.

Cambiata la macchina con una a metano e più capiente. Il garage ora sembra scoppiare ma è una bella comodità per trasportare cane e materiale. Oltre a rendere di nuovo abbordabile l'idea di muoversi divenuta ormai proibitiva. Verrà buona anche per le api.

Il barbecue è finito e funzionante, alcune parti di cemento si sono rovinate col gelo (si vede che non erano ben fatte) e uno dei mattoni si è staccato ma in generale come prima prestazione è superiore alle aspettative e soprattutto dà l'idea che si possa fare! Con un tronco abbiamo quasi fatto anche una simil-panchina e l'angolo mangiari è quasi completo.

Il cane ci ha “costretti” a spese probabilmente poco etiche per quel che riguarda la sua alimentazione e le cure tipo vaccini e profilassi ma ci stiamo documentando e se noi cerchiamo di mangiare bene e farmacizzarci poco mi sa che una volta adulto seguirà le nostre orme. Finchè è cucciolo però, per ignoranza ammessa ci siamo affidati al veterinario che per fortuna sembra molto tranquillo e preparato e vedremo se riusciamo a sviluppare un piano comune che faccia bene a tutti. Fino ad ora kel-el si è dimostrato bendisposto verso QUALSIASI forma di cibo, anche alcuni papponi vegetariani che gli ho fatto con dei legumi li ha spifferati alla velocità della luce e a parte i grano cotto che lo ha cagato uguale uguale a come l'ha mangiato x il resto è sempre stato sano e normalissimo in tutto.

Le galline hanno pagato il prezzo della libertà con la vita e quindi la superstite è stata richiusa in una recinzione di 80 metri quadrati con una casa-palafitta bella asciutta e a parte la solitudine sta passando un inverno tranquillo. Abbiamo cercato di procurarle nuove amiche ma prima c'è stata l'aviaria e ancora ieri al mercato dei polli c'erano solo delle galline piuttosto malsane ed evidentemente tenute rinchiuse quindi abbiamo deciso di aspettare ancora un po' in attesa di polle nuove.

L'esperimento con il grano è stato un 50-50. è stato utile farlo, rendersi conto della possibilità reale e concreta di farsi tutto in casa. L'altra faccia della medaglia è il problema dello stoccaggio, delle camole, della lavorata notevole ogni volta. Per un consumo di farina come quello che abbiamo noi conviene trovare un mulino o un gas di farina direttamente. Resta comunque l'esperienza che male non fa. C'è da sperare che non ce ne sia bisogno.

Il miele resta sicuramente l'esperimento più in attivo e redditizio. Il lavoro c'è eccome ma il risultato è vendibile, scambiabile, regalabile sempre apprezzato. Soprattutto consumabile che è strabuono.


la stufa


durante la costruzione
La nostra stufa che da sola scalda tutta la casina è un parallelepipedo di circa 1 metro x 80 cm di base alta quasi 2 metri. È costruita in mattoni refrattari e rivestita in maiolica. Essendo fatta con la casa è incastonata nella parete centrale che separa parte giorno e zona notte in modo da scaldare il più uniformemente possibile. Su il lato del corridoio notte si apre uno sportellino di circa 20x35cm tramite il quale si carica la stufa (si mettono dentro i pezzi di legna a formare una piccola pira).
lato di carico

Si accende la legna con un'esca di piccoli legnetti o con un pezzetto di diavolina ecologica e appena preso si chiude una prima porta fatta a grata che impedisce ad eventuali braci di cadere fuori e concentra il tiraggio dell'aria accelerando la combustione. Dopo una mezz'oretta con un attizzatoio si rompono le braci e si muovono i tronchi non ancora bruciati bene e dopo un'altra mezzora circa appena non ci sono più fiamme vive ma solo braci rosse si chiude il secondo portellino interrompendo l'ingresso dell'aria e mandando la stufa “in pressione” ossia fermando il caldo delle braci lì dove sono e cominciando a trasmetterlo dalle braci ai mattoni refrattari e da loro alle ceramiche di maiolica e da esse tutto per conduzione all'ambiente circostante. Questo è quanto. 5 minuti x caricare la stufa, 5 minuti x accenderla, 1 ora di combustione e 24 di calore diffuso.


Il giorno dopo si riparte. Noi abbiamo la catasta della legna fuori e quindi una volta alla settimana porto la legna in garage perchè perda l'umidità e sia sempre pronta ad accendersi. Per ulteriore comodità mia ho l'abitudine di caricare la stufa alla mattina mentre preparo il mangiare a kal-el ed ho già le mani sporche, poi l'accensione la faccio in seguito a seconda del bisogno visto che se c'è sole anche in inverno la casa si scalda da sé. In questo modo la legna è già anche un po' caldina e prende subitissimo. Bisogna però stare attenti che se c'è ancora brace dal giorno prima potrebbe addirittura avviarsi la stufa da sola!